La Regina Pazza


NOI, La Regina, invitiamo tutti i Nostri sudditi ad acquistare il Nostro libro.
"Prove Regina" di Concetta De Vincenzo, edito "Il Filo".
Potete acquistarlo su IBS.it o mandandomi una mail. Vi faccio risparmiare e ve lo mando pure con l'autografo.

Riguardo Lei:
La Regina è tornata.
La Regina è impazzita.


La Regina su MSN: seraphya@hotmail.it

L'E-mail:
La Regina


La Regina consiglia:
Beth Muore
Ed Blog
HayFay
Iuppiter News
L'altra Regina
Ladro e Peccatore
Un ottimo illustratore
Zaahr


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Quanti sudditi son stati qui?
...non lo so, non mi importa.





giovedì, 25 novembre 2004
 
A volte scopri che le cose che ti sembravano fantastiche non sono poi cosi speciali e che le cose che credevi abominevoli non sono poi cosi brutte...
Scritto da Canto | 14:22 | commenti (2)


venerdì, 19 novembre 2004
 

I RICORDI FANNO MALE  .  I RICORDI FANNO BENE

Ricordo i tempi in cui ero sulla strada per diventare una blog-star, ricordo quando aprivo l'home page di splinder e ci trovavo molti messaggi privati.
Ricordo quando stavo connessa per ore a sedurre tutta la blog-popolazione maschile solo per sentirmi un po' più bella, solo per sentirmi un po' meno sola. Solo per sentirmi un po' più sola.
Ricordo le storie virtuali con uomini di 40 e più anni, che a me da vicino non sono mai piaciuti quelli più grandi di me.
Ricordo post davvero strani.
Ricordo il malessere. E ricordo il sesso di cui anche qualcun altro si ricorderà.
Ricordo quando non mangiavo affatto e quando mangiavo troppo.
I ricordi fanno male o fanno bene?

La Regina è pazza e triste.
La Regina è pazza e felice.
La Regina è pazza e annoiata.
La Regina è pazza e entusiasta. E confusa.
Sopratutto confusa.














Scritto da Canto | 20:46 | commenti (2)


mercoledì, 17 novembre 2004
 

Non so se sono sentimenti umani, quelli che io provo a volte.
Mi sembra sembre di dover ringraziare tutti, nulla mi è dovuto e vedo gentilezze a destra e a manca.
No, è tutto vero. Tutti sono buoni con me, tutti mi danno cose che non merito.
Ieri alla poste era quesi arrivato il mio turno, e mi accorgo che non trovo le bollette. Le cerco diosperatamente. Arriva il mio turno e io esco dalla fila perchè ancora non trovo ste maledette bollette del cazzo.
Quando ritorno (dopo averle trovate, bien sure) entro alla fine della fila. E il signore in testa mi chiede: "madamoiselle, vous l'avez trouvèes?"  (signorina, le avete trovate?)
"Oui, merci" (si, grazie)
"Bien, alors! Entrèe ici! Ne perdez pas votre place!" (bene allora! rientrate qui! non perdete il vostro posto!)

In pratica, mi aveva ridato il posto. Senza che io gli avessi chiesto niente.
Sono rimasta sconvolta.
E la prof. di letteratura mi ha chiesto per l'esame di proporre un testo di un autore italiano (ma che sia tradotto in francese, senno' non puo' correggere). Ovvimente al resto del corso ha proposto lei una bella lista di libri.
E per finire, la scuola mi aiuta economicamente, mi pagano l'affitto.

Cosa ho fatto io per meritare tutto questo?
Cosa ho fatto io per meritare tutto questo?
Cosa ho fatto io per meritare tutto questo?


 


 















Scritto da Canto | 17:51 | commenti (3)


martedì, 16 novembre 2004
 

Che confusione, l'animo mio non ha pace.

Aspetto un segnale da Dio.

Scritto da Canto | 12:52 | commenti


giovedì, 11 novembre 2004
 
La  vita a volte sembra un videogioco.
Sapete, di quelli dove devi completare delle missioni. Ma ovviamente per ogni missione che devi completare ce ne sono altre piccole mille da svolgere prima di arrivare al punto. E una volta arrivati al punto ti accorgi che in realtà devi fare ancora altre migliaia di cose prima di finire il tuo videogioco personale.
E come se non bastasse ogni missione si duplica, triplica, quadruplica e chissà quant'altro. "Finali multipli".

Mio padre (titolare di azienda, imprenditore ed investitore) mi ha offerto un lavoro. Un grande lavoro. Qualcosa che certamente mi piacerebbe. Qualcosa in cui certamente mi sentirei realizzata, dato che per ora non ho niente, non so cosa voglio fare da grande. Sarebbe tutto perfetto, ma questo non è un videogioco, una volta finito non potro' ricominciarlo per vedere gli altri finali.
Ho passato tutta la mia vita con qualcosa dentro, qualcosa che non so come tirare fuori. Mi sono dedicata a tutte le arti che l'uomo conosce, compreso lo sport... E ora che sono riuscita a trasferirmi all'estero per frequentare "a perdita di tempo" l'accademia delle belle arti... Ora che sembravo aver trovato un po' di tranquillità...
La vita è troppo difficile, davvero.
E il mio Amore? Se io ho vissuto tutta la vita non sapendo come tirare fuori delle cose, lui ha vissuto tutta la sua certo che il suo unico modo fosse il disegno. E' bravo, e motivato. Ed è qui in Belgio per fare davvero qualcosa, per sperare e per riuscire.
Lui non tornerà in Italia per me. E comunque io non voglio che lui lo faccia, se non è quello che vuole.
E io che credevo che queste cose accadessero solo nei film...

si accettano suggerimenti










Scritto da Canto | 17:39 | commenti (3)


venerdì, 05 novembre 2004
 

Che ci sto a fare in Belgio?

Che ci sto a fare in Italia?

A volte mi sembra che nessun posto sia il mio e contemporaneamente che potenzialmente lo siano tutti.

Scritto da Canto | 11:24 | commenti (3)


giovedì, 04 novembre 2004
 

Sono qui da poco più di una settimana e le riflessioni fatte sono davvero tante.
Non è tutto male come mi aspettavo, anzi... Ho trovato la mia famiglia cambiata, più serena... (stanno meglio senza di me e non me ne dispiace), non c'è nessun astio, io mi sono disintossicata e le questioni per cui prima avrei potuto uccidere ora noto che non sono importanti.
Nessuno fa caso a me. Dopo il primo "Oh! Guarda chi c'è! E tu che ci fai qui?!", passo in secondo (o ultimo?) piano e neanche di questo mi importa. Ma mi importa del fatto che non mi importano più queste stupidaggini. Sono cambiata (io o loro? che dilemma...).
Mi accorgo che prima vedevo tutto distorto dalla voglia di andare via, dalla rabbia che mi avvelenava. Anche i miei "amici"... Prima il mio ragagazzo mi diceva sempre che non riesco a intrattenere rapporti sociali (a meno che non sia ubriaca), non parlavo, non raccontavo berzellette o fatti, e soprattutto non esprimevo pareri perchè convinta che non avrebbero interessato nessuno. E invece, senza rendermene conto, l'altra sera ho monopolizzato il tavolo. E lui me l'ha fatto notare.
Che bello. Allora raggiungere i tuoi obbiettivi ti cambia davvero. E in meglio. La serenità, che cosa meravigliosa.

Ovviamente sono rimasta scioccata dallo schifo di Napoli, ma queste sono altre storie.





Scritto da Canto | 10:41 | commenti